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Potatura e difesa olivo
In generale il consiglio che si può fornire è di osservare e quindi conoscere come si sviluppa la pianta ed
assecondare questa tendenza naturale senza introdurre disequilibri nella vigoria. L’olivo, anche se
presenta un habitus basitono, analogamente alla maggior parte dei fruttiferi tende a svilupparsi
concentrando le proprie energie in alcune parti, generalmente quelle più alte che ricevono maggiori
stimoli dalla luce, indebolendo gradualmente le porzioni più basse. L’operatore deve essere
consapevole che questo modo naturale di svilupparsi dell’olivo non si può cambiare ma soltanto rallentare
e va gestito in modo tale che non si riduca alternativamente la crescita o la produttività. Altro aspetto da
considerare è quello relativo alle porzioni vegetative in posizione terminale rispetto alle branche principali.
Se l’olivo tende a crescere cercando la luce, non risulta corretto potare una pianta lasciando
“punte” libere; occorre piuttosto contrastare il fenomeno con un intervento più contenuto
(vegetazione più ricca) e avere chiome che quindi non tenderanno a svilupparsi verso l’alto con
eccessiva vigoria.
. Potatura
In condizioni di elevata vigoria occorre limitare lo sfoltimento e sospendere le concimazioni azotate.
Andranno eliminati solo i rametti in eccesso che provocano eccessivi ombreggiamenti, asportandoli e non
speronandoli. Eventualmente procedere durante il periodo estivo ad una limitata eliminazione della
vegetazione priva di olive nelle zone più interne alla chioma (nel periodo estivo la scarsa propensione a
vegetare impedisce eventuali ricacci).
La potatura, soprattutto nei casi di affastellamento della vegetazione, consente di:
. eliminare le parti della pianta che presentano infezioni di rogna (riconoscibili dalle classiche
escrescenze tumorali con superficie irregolare e fessurata), infestazioni di cocciniglia mezzo grano di
pepe o disseccamenti causati dal fleotribo;
. alleggerire la chioma al fine di ottenere un buon arieggiamento della vegetazione, condizione
indispensabile per controllare efficacemente la cocciniglia e di conseguenza anche la fumaggine
che si insedia sulla melata prodotta dall’insetto;
. aumentare l'illuminazione della chioma favorendo i processi fotosintetici e la differenziazione a fiore.
Al termine di ogni giornata di potatura è consigliabile disinfettare i tagli di una certa entità con prodotti
a base di rame (al 2 – 2,5%).
. Difesa
Fleotribo: Durante la potatura preparare dei fasci di "rami esca" per poi raccoglierli e distruggerli entro
la fine del mese di aprile.
Cicloconio (occhio di pavone): Occorre innanzitutto evitare eccessive concimazioni azotate ed
effettuare una regolare potatura. In caso di superamento della soglia di intervento del 30% di foglie
colpite, sarà necessario trattare prima della ripresa vegetativa (marzo) con prodotti a base di rame.

Rogna: È fondamentale la disinfezione degli attrezzi di potatura dopo interventi effettuati su piante
attaccate, in maniera da evitare la diffusione di questa malattia ed in ogni caso è indispensabile potare
le piante malate per ultime. Si sconsiglia la potatura in giornate molto umide o con piogge imminenti e,
terminata la potatura, si consiglia di effettuare un trattamento a scopo preventivo con prodotti a base
di rame, efficace anche dopo eventuali grandinate purchè distribuito entro le 24 ore.

Fumaggine: Interventi insetticidi estivi contro le neanidi di cocciniglia mezzo grano di pepe (che ne è la
causa scatenante). Tuttavia in caso di forte infestazione sono utili trattamenti con sali di rame o polisolfuro
di calcio, curando bene la bagnatura degli organi colpiti.

FONTE:
Notiziario AgroMeteorologico per la Provincia di Ancona n° 08 del 02-03-10  
 
 
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